DA SEMPRE SIAMO STATI CASTELVETRESI,
SIAMO CASTELVETRESI E
PER SEMPRE SAREMO CASTELVETRESI

 

 

L’11 settembre 2017, cercando con Google qualche informazione su Castelvetere in Val Fortore, mi sono imbattuto in un link che riportava espressioni che io riconoscevo come mie, perché le avevo scritto qualche mese prima in una mail: “Da qualche mese sono insorti malumori tra la gente del paese e discussioni inutili e dannose a seguito della VS. risposta…”.

Non ho esitato a clikkarvi su e con i tempi biblici della connessione Telecom mi sono ritrovato in una pagina del sito della Treccani, in cui era citata la mia mail che era seguita dalla risposta della Treccani a essa:

 

Da qualche mese sono insorti malumori tra la gente del paese e discussioni inutili e dannose a seguito della VS. risposta che è stata data a qualcuno che ne ha fatto richiesta: nel VS. sito si legge: “Come è più corretto dire: Castelveteresi oppure Castelvetresi gli abitanti di Castelvetere in Val Fortore (BN)? Propenderemmo per Castelveteresi, onde evitare la collisione omofonica con Castelvetresi, denominazione degli abitanti dei comuni di Castelvetro di Modena e Castelvetro Piacentino”. Questa risposta, che io definisco puerile ed è quantomeno incauta e sicuramente superficiale, in quanto non tiene in nessuna considerazione che il nome degli abitanti di quel paese, che ha una lunga storia, che qualcuno fa risalire ai tempi dei Romani, se non a quelli dei Sanniti, di cui sono stati rinvenuti reperti archeologici, è ben incardinato e inveterato nella mente dei cittadini attuali e di quelli di generazioni remote ed è stato sempre Castelvetresi; perciò la VS. risposta ha suscitato stupore, scalpore e addirittura panico in tanti che si sentono defraudati persino del loro nome per una risposta tanto semplicistica, che non ha alcuna base linguistica, giacché i fenomeni linguistici non sono caratterizzati solo da una semplice derivazione lessicale, come il rappresentante della Treccani ha fatto nella risposta sopra riportata. Io invito coloro che sono autori di tanta superficialità a leggere i due articoli che allego al presente messaggio e di confutare le tesi in essi sostenute o di revocare l'affermazione presente nella risposta, correggendola nel sito, chiedendo intanto scusa ai cittadini di Castelvetere in Val Fortore, per aver offeso la loro coscienza civica e la loro lunga storia.

C’è, crediamo, un equivoco di fondo alla base di questo spiacevole episodio, per cui un illustre rappresentante della comunità di Castelvetere in Val Fortore (BN), il professor Elio Buontempo, è rimasto colpito dolorosamente dalla risposta al quesito, da lui stesso riportata nella sua replica. L’equivoco – del quale possiamo senz’altro farci carico, per parte nostra – nasce dal fatto che non ci è sembrato che la domanda intendesse esprimere la profondità delle indagini, degli studi, della documentazione acquisita sul merito della questione, né che fosse su quella base, non esibita, che poneva il quesito: sembrava, viceversa, porre un quesito che astraeva dalla complessità della storia, chiedendo conto di una “correttezza” formale e non sostanziale. Sulla base di un formale riscontro delle collisioni omofoniche abbiamo dunque dato una risposta (col debito tono di cautela), evidentemente senza alcuna intenzione di mostrarci superficiali o, meno che mai, di offendere la cultura e la tradizione locale di Castelvetere in Val Fortore e dei suoi abitanti.

Ciò detto, chiediamo scusa se abbiamo male interpretato il senso del quesito, ben consapevoli, in realtà, che da tempo è acclarata la consistenza dell’etnico Castelvetrese, come attestato anche nell’autorevole DETI, il Dizionario degli etnici e degli antroponimi italiani di Teresa Cappello e Carlo Tagliavini.”

 

 

Io ho potuto consultare la pagina del sito della Treccani al seguente link:

http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/domande_e_risposte/lessico/lessico_598.html.

Nella mia mail si fa riferimento a due miei articoli, scritti sulla questione, se gli abitanti di Castelvetere in Val Fortore si dovessero più correttamente chiamare Castelvetresi o Castelveteresi, discussione sorta nel WEB in “Uniti per Castelvetere; i due articoli si possono leggere ai seguenti link:

 

http://www.castelvetrese.it/GIORNALI/DISPUTA.ASP

“Disputa di lana caprina di sfaccendati che rinnegano le proprie origini e la loro storia”

e

http://www.castelvetrese.it/GIORNALI/LETTERA.ASP

“Lettera aperta a un paladino del falso storico”.

Questi miei due articoli non erano stati sufficienti a fermare la discussione inutile, dannosa e del tutto priva di ogni fondamento storico e linguistico, perciò, mi sono deciso a chiarire la questione con chi per pura superficialità aveva messo nella mente o forse solo nella mano di chi scriveva nel WEB uno strumento spuntato di ogni scientificità, ma che tuttavia continuava a fare più danni di quanto potesse e dovesse: il 22 maggio 2017 ho scritto alla Treccani la mail che avete potuto leggere più sopra; a questa mail la Treccani ha dato in tempi diversi due risposte: quella via mail a me in data 25 maggio 2017, nella quale così si esprime:” Egregio Prof. Bontempo,

assicurandole che, da parte della redazione linguistica dell'Istituto, non v'è stato nessun intento provocatorio o dimostrazione di negligenza nella risposta a un quesito che poneva una questione di correttezza non meglio specificata, in termini di richiesta di un parere e non certo di un giudizio autoritativo, cogente e derogatorio, come invece ci sembra che sia stata erroneamente intesa la nostra risposta, basata su una semplice considerazione di economia linguistica, le assicuriamo che prenderemo in considerazione gli scritti che ci ha gentilmente allegato e le daremo una risposta in merito.

Distinti saluti

Segreteria Digital Library – Archivi e Biblioteca”

E quella scritta nel sito, sopra riportata, nella quale ritorna la superficialità, aggiungendo una u al mio cognome (forse una maggiore attenzione non guasterebbe.

In ogni caso la duplice risposta della Treccani dovrebbe lasciar cadere ogni dubbio nel dato di fatto che da sempre siamo stati Castelvetresi, siamo Castelvetresi e per sempre saremo Castelvetresi.

Poiché anche la Treccani, una volta adeguatamente informata della materia, sulla quale si era precedentemente espressa, si corregge, facendo un’evoluzione di 180 gradi, rinnegando la prima risposta, alla quale era stata indotta dal subdolo quesito, d’ora in poi quelli che nel WEB si appellano Castelveteresi o sono Irpini o sono Sanniti ignoranti, oggi più dolcemente si direbbero disgrafici o dislessici.

 

Elio Bontempo

 

Castelvetere, 20 settembre 2017.

 

 

Per informazioni ci si puo' rivolgere all'Autore per e-mail all'indirizzo: elio.bontempo@castelvetrese.it.

 

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