NELLA FOTO IL PROFESSOR FLORIO E IL PROFESSOR BONTEMPO

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Elio Bontempo nato a Castel-vetere in Val Fortore (BN) da dove, dopo l'infortunio a un occhio, si allontanò per continuare i suoi studi presso l'Istituto D. Martu-scelli di Napoli e presso il liceo classi­co J. Sannazzaro. E' laureato in Lette­re e Filosofia, Filosofia e Giurispru­denza. Già docente di Italiano e Storia presso gli istituti tecnici; è iscritto al­l'Ordine dei Giornalisti, ha collaborato con diverse testate giornalistiche locali. E' coautore, con la sorella Edda, dei volumi: Castelvetere in Val For­tore-Lingua e cultura; Passato di Poesia; Luce e luce. Al termine della presentazione, avvenuta in Pietrelcina in gennaio scorso, dei suoi ultimi libri: Padre Pio da Pietrelcina, Quadretti di vita e Padre Pio, Dalle stigmate agli altari, abbiamo avuto il piacere di col­loquiare con l'autore. -Abbiamo ascoltato il suo intervento conclusivo e dell'amarezza sul suo paese di origine e dei dubbi della fede? Sono di Castelvetere ma non mi riten­go cittadino di Castelvetere in Val For­tore. E ritengo di avere una fede una fede laica, ossia credo ma mi pongo in modo critico verso le sovrastrutture ecclesiastiche.

-E in merito alla conversione citata dai relatori nel corso della cerimonia di presentazione dei suoi libri? La fede è come il coraggio, chi non ce l'ha non se lo può dare. -Quando ha scritto i sonetti, contenuti nei suoi libri, a cosa pensava?


Ho partecipato psicologicamente al dolore di P. Pio.

-Cosa tratta il primo volume presenta­to: Padre Pio da Pietrelcina Quadretti di vita?

La vita del Frate dalla nascita fino all'impressione delle stigmate del 20 settembre del 1918 con un insieme di prosa, di sonetti e di disegni. -E il secondo: Padre Pio da Pietrelcina Dalle stigmate agli altari? La vita del Santo dalle stigmate del 20 settembre   1918  fino  alla canoniz­zazione del 16 giugno 2002, anche questo con un insieme di prosa, di sonetti e di disegni.. -Cosa l'ha spinta a scrivere i sonetti su Padre Pio?

Questo particolare l'ho scritto nella mia prefazione al primo libro e l'ho citato anche nel corso della mia relazione conclusiva alla presen­tazione. Posso dire che chi mi ha spin­to in questo mio lavoro è stato il prof. Florio che ha avuto, tra l'altro, anche la pazienza di ospitare i miei lavori nelle sue iniziative editoriali. -Quale fu il primo sonetto che ci inviò e che pubblicammo? Il 19 aprile scrivevo così il mio primo sonetto su Padre Pio, il cui titolo fa riferimento alla data della sua beatifi­cazione, 2 maggio 1999, e in cui vi sono i versi: "Or di violettaprofum s'è diffusola segnar presenza in terra natale ", nei quali cito la mia esperien­za di quel mercoledì 7 ottobre 1998, quando per la prima volta mi sono


recato a Pietrelcina. -Dove avvertì il profumo di violetta? Nella chiesa dove si trova la statua della 'Madunnella', tanto cara al bam­bino Francesco Forgione. Da laico e scettico ritenni che quell'uso di deter­sivo per pavimenti al profumo di vio­letta fosse un maldestro espediente per imbrogliare i turisti. Ma poi mi sono dovuto ricredere.

-Ci parli dell'autore Bontempo e dei suoi libri?

L'autore si racconta solo alla conclu­sione delle due prefazioni, nelle pub­blicazioni, invece, traspare lo storico Bontempo, lo studioso di storia, come preferisco definirmi in questo caso specifico. Le due prefazioni sono mie e le due presentazioni dell'amica Este-rina Basilone.

-Quindi, l'autore Bontempo che taglio ha dato quando ha elaborato le pre­fazioni e il contenuto? Nelle prefazioni compare l'emotività dell'autore e nel contenuto del libro l'oggettività raccolta in  sonetti  (14 versi du quartine e due terzine). -Per concludere un suo pensiero flash su Padre Pio?

Padre Pio è un frate che ha sofferto ma è stato onesto fino in fondo, perché non si è fatto sottrarre le tantissime offerte ricevute dai fedeli, né dall'Ordine e né dal Vaticano. -Il prof. Bontempo come immagina Pietrelcina?

Io l'ho visitata, non ho bisogno di immaginarla.    


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Per informazioni ci si puo' rivolgere all'Autore per e-mail all'indirizzo: e.bontempo@libero.it.

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