AMOR PER PIETRELCINA,
MALANNI E DOTI STRAORDINARIE

Quando si era definitivamente fermato nel convento di San Giovanni Rotondo, padre Pio conservò sempre vivo e forte il suo amore per il paese natale, dove aveva potuto incontrare tante volte quelle Figure soprannaturali, che l’avevano guidato nella sua crescita spirituale. Desiderava, perciò, che quei luoghi, che avevano visto la presenza di Gesù Bambino o della Madonnina, fossero ben conservati; per questo aveva fatto raccomandazione alla nipote Pia e aveva rimproverato il figlio di Mercurio, Silvio Scocca, che aveva tentato di portare via dal suo posto naturale un masso, che padre Pio considerava come suo seggiolone, visto che spesso lo usava per riposarsi.
Quei luoghi gli erano rimasti tanto cari, perché si era convinto, quando i suoi malanni in questo o quel convento lo trascinavano sulla soglia della morte, mentre, ritornato a Pietrelcina sparivano come per incanto, che i suoi amici soprannaturali volessero che la sua formazione spirituale si completasse nel paese natale. Egli, che aveva sempre mostrato di essere docile all’obbedienza, in quel periodo recalcitrava a fare ritorno in convento, resistendo alle sollecitazioni del suo padre provinciale, che, se pure era certo che i malanni non fossero capricci, tuttavia doveva in qualche modo dare soddisfazione ai confratelli, che reclamavano la presenza di fra Pio in convento, secondo quanto prescriveva la regola.
Per accertare le proprie condizioni di salute, ottenne che il padre provinciale lo conducesse a visita dal dottor Cardarelli, che era un luminare della medicina del tempo. L’illustre medico non gli assicurò più di un mese di vita e il padre provinciale lo destinò al convento di Venafro, che gli poteva garantire un’aria salubre come quella di Pietrelcina. Ma i fatti tradirono le speranze e il padre guardiano del convento di Venafro, vedendo fra Pio, tormentato dai malanni e dal demonio, essere in fin di vita, scrisse al Padre Generale e ottenne dal padre provinciale che il frate moribondo facesse ritorno a Pietrelcina. Accompagnato dal suo padre spirituale, fra Agostino da San Marco in Lamis, il 7 Dicembre tornò sfinito al suo paese e già il giorno dopo poté celebrare la Messa solenne per la sua Madonnina.
Frequenti erano le estasi di padre Pio, che era assorbito da soprannaturali visioni per più di un’ora. Egli leggeva nel pensiero, vedeva lontano, dove occhio umano non può arrivare e conosceva cose che ad altri non è dato sapere. Di queste sue doti vi sono molte testimonianze, ma quelle più dirette sono del suo padre spirituale, padre Agostino da San Marco in Lamis, che poté sperimentarle di persona e annotarle su un taccuino.
Le sollecitazioni dei confratelli per l’eccessiva lontananza dal convento di fra Pio spinsero il padre provinciale, fra Benedetto da San Marco in Lamis, a chiedere con il padre generale la secolarizzazione per il frate di Pietrelcina. Di ciò padre Pio si addolorò molto, perché non voleva rinunciare al suo status monacale. Il suo desiderio fu straordinariamente accontentato, perché, inatteso e imprevedibile, il 25 Febbraio 1915 fu emanato dal Vaticano un Breve di esclaustrazione, con cui si permetteva al monaco ammalato di rimanere fuori del convento, finché le sue condizioni di salute lo richiedessero.
Di questa sezione potrai leggere i seguenti sonetti:
IL SEGGIOLONE,
RITRATTO 11 SETTEMBRE 1911
E
28 OTTOBRE 1911 A VENAFRO.

Per informazioni ci si puo' rivolgere all'Autore per e-mail all'indirizzo: elio.bontempo@castelvetrese.it.

 

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Prefazione,Presentazione,
Il periodo prima del noviziato,
Il periodo del noviziato,
Il periodo sacerdotale a Pietrelcina,
Amor per Pietrelcina,
Padre Pio soldato,
Il ritorno in convento,
Le stigmate.