PADRE PIO SOLDATO

Fra Pio nel 1907, al compimento del ventesimo anno, fu iscritto nel registro della leva e, quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale, cominciò a temere che potesse essere chiamato a fare il soldato. I suoi timori non erano infondati: infatti, il primo Novembre del 1915, ritornando a casa da una mattinata trascorsa a confessare, poté leggere un manifesto affisso da poco, in cui vi era l’annuncio che era chiamata alle armi anche la sua classe. Il 6 Novembre si presentò al distretto militare di Benevento e il capitano, che lo visitò riconobbe le sue cattive condizioni di salute, ma destinò la decisione sul da farsi all’ospedale militare di Caserta, dove il frate si recò il giorno dopo. Qui dovette aspettare una settimana per vedere un medico, che nemmeno lo visitò e lo destinò alla decima compagnia sanità, che aveva sede nell’ospedale della Trinità di Napoli, in Via Santa Lucia a Monte, dove doveva presentarsi ai primi di Dicembre.
Recatosi all’ospedale della Trinità, come gli era stato prescritto, chiese subito una visita medica, sperando che il risultato fosse un immediato ritorno a casa; ma passavano i giorni e non riusciva a ottenere la visita desiderata, perché lo rinviavano da ufficio a ufficio. Finalmente, dopo una decina di giorni s’imbatté in un giovane tenente, che lo ascoltò e, vedendo che la fronte del soldato Forgione scottava, gli misurò la febbre. Il tenente, dr. Giuseppe Grieco, per avere la temperatura corporea della recluta Forgione, dopo avere visto rompersi due termometri e avere bloccato appena in tempo la rottura di un terzo, fermato dopo solo trenta secondi sulla temperatura massima di 42 gradi, usò un termometro da bagno, che segnò 48 gradi. Ricorse poi con l’amico e dottore Francesco Melle a un termometro di precisione, che indicò la temperatura corporea di fra Pio a 49 gradi. Sottoposero il caso al terribile capitano medico, professor D’Onofrio, che incredulo si recò a visitare la recluta, che continuava ad avere la febbre a 49. Quando il giorno dopo padre Pio si recò nell’ufficio del capitano, pur avendo la temperatura corporea nella norma, ottenne una licenza di un anno.
Tornò dopo un anno e dopo una quindicina di giorni, in cui fu sottoposto a visite, ottenne un’altra licenza di sei mesi. Al termine dei sei mesi non si presentò, perché la licenza era chiusa con la formula “Attendere ordini”, che fu la giustifica apportata da padre Pio, che fu creduto e sfuggì ai rigori della legge militare. Questa volta fu arruolato, perché ritenuto idoneo ai servizi interni, che svolse per alcuni mesi nella caserma Sales.
Si riferiscono a questo periodo l’incontro con il padre Grazio e i giudizi dei commilitoni su fra Pio soldato.
Di questa sezione potrai leggere i seguenti sonetti:
COMPRENSIONE E STUPORE DI UN TENENTE,
FEBBRE DA CAVALLO
e
BIGLIETTO PAGATO.

Per informazioni ci si puo' rivolgere all'Autore per e-mail all'indirizzo: elio.bontempo@castelvetrese.it.

 

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Prefazione,Presentazione,
Il periodo prima del noviziato,
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Padre Pio soldato,
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Le stigmate.